Valorizzare la tua esperienza di espatrio

Questi due anni trascorsi a Singapore ti hanno appreso molto: per te è ovvio. Ma al rientro dall'espatrio, spesso dovrai convincere un datore di lavoro. Disporre di un'esperienza internazionale non basta, bisogna essere capaci di venderla come valore aggiunto. Quando un periodo di espatrio termina, talvolta occorrerà rivedere l'intero progetto professionale. Valorizzare la propria esperienza di espatrio, prevedere il trasferimento nel paese di origine delle competenze acquisite all'estero, differenziarsi senza spaventare: tutte sfide da vincere al rientro.

Saper presentare il proprio percorso

Che trascorri uno o cinque anni all'estero, l’esperienza di espatrio in genere lascia il segno ed è formatrice. Cosa di più naturale se non voler valorizzare il proprio profilo internazionale, per farne un vero trampolino professionale? Restano da identificare le conoscenze e le capacità acquisite o consolidate all'estero per costruire un discorso adeguato al proprio percorso da espatriato.

Hai lavorato all'estero

Non è perché sei partito 18 mesi in Messico nell'ambito di un distacco che ti aspetta sistematicamente una promozione al rientro. Secondo l'Osservatorio dell'espatrio 2011, il 50 % dei dipendenti ex-espatriati intervistati hanno riscontrato difficoltà per far valere la loro esperienza internazionale. Al rientro dall'espatrio, hai molte carte in mano per aprire la strada ad eventuali trattative. Prima di metterle a terra, prepara il tuo discorso elencando l'insieme delle competenze e delle qualità acquisite durante la tua missione all'estero. Oggi, cosa apporterai in più alla tua azienda?

Può accadere che il rientro dall'espatrio sfoci subito in un periodo di ricerca di lavoro: le tue prospettive di avanzamento nell'azienda non sono all'altezza delle tue speranze, avevi un contratto locale e non hai ancora trovato un posto oppure vorresti semplicemente cambiare strada. Prima di andare ad un colloquio, è indispensabile aver fatto il punto per essere in grado di presentare la propria esperienza di espatrio come un vero atout che rientra in un progetto professionale e non come una specie di parentesi inclassificabile. Piuttosto che lanciarti nella narrazione del viaggio, devi sapere enumerare le tue nuove competenze. Sei diventato bilingue? Hai costruito un progetto nella massima autonomia, in un paese che non conoscevi? Dillo! Il datore di lavoro si aspetta dati concreti.

Hai seguito il coniuge all'estero

Il tuo caso è molto frequente: il marito è trasferito a Bangkok, la signora lascia il suo lavoro per seguirlo … Mentre  la carriera del primo segue il suo corso o fa un balzo in avanti, quella dell'altro resta in sospeso o prosegue… diversamente. Hai lavorato come volontario presso un'associazione, hai seguito una formazione a distanza, hai organizzato la vita familiare all'estero, dal trasloco internazionale fino alla sottoscrizione dell’assicurazione per espatriati: al rientro nel tuo paese di origine, il ritorno al lavoro necessita la valorizzazione delle competenze acquisite in ambito extraprofessionale in un contesto professionale. Hai trascorso cinque anni ad apprendere una lingua, ad adattarti ad ogni tipo di situazione nuova, ad impegnarti in un progetto umanitario che aveva un senso … Spetta a te mostrare  che lungi dal subire l'espatrio, ne hai saputo trarre profitto.

Hai studiato all'estero o sei partito in PVL

Un anno a Madrid come studente Erasmus, un soggiorno prolungato in Canada nell'ambito del Programma Vacanza Lavoro… Punti molto sulla tua esperienza internazionale per ottenere il tuo primo impiego. Cosa valorizzare? Organizzare un lungo viaggio all'estero, cercare una sistemazione, trovare un lavoro in loco: il tuo espatrio ha fatto di te un futuro collaboratore autonomo e capace di cavarsela. Avere padronanza di una o più lingue straniere, sapere adeguarsi alla differenza culturale: sei flessibile e adatto a lavorare in un ambiente multiculturale. Preparati a presentare la tua esperienza all'estero come presenteresti un'esperienza professionale: l'obiettivo è vendere competenze che derivano da vita vissuta.

Formalizzare le competenze acquisiste

Al rientro dall'espatrio può essere difficile definire con le parole il proprio percorso. Dopo un lungo soggiorno all'estero, non sai più esattamente come ricollocarti professionalmente o come valorizzare la tua esperienza internazionale in modo leggibile per un datore di lavoro. Quali sono le pratiche possibili per vederci più chiaro?

Fare un bilancio di competenze

Ottenere una visione globale e realistica delle proprie attitudini, potersi proiettare, costruire un progetto professionale realizzabile: un bilancio di competenze può aiutarti a fare il punto, a dare un nuovo impulso alla tua vita professionale. Hai interrotto la tua carriera per seguire il coniuge all'estero? Per evitare un periodo prolungato di indeterminatezza, perché non prevedere questo bilancio sin dal rientro?

Servirsi della Convalida delle Esperienze Acquisite (VAE)

Tre anni come volontario in un'associazione in Bénin, non è cosa da niente. Sei stato impegnato in un progetto e ti piacerebbe far valere quest'esperienza durante una futura ricerca di lavoro. La Convalida delle Esperienze Acquisite consente a chiunque eserciti un'attività professionale di tre anni minimo (in Francia o all'estero) di ottenere una certificazione. Un'attività di volontariato è presa in conto come un'esperienza professionale. Si fa notare anche che la Convalida delle Esperienze professionali può dare luogo alla convalida di studi effettuati all'estero.

Utilizzare Europass

Hai lavorato o studiato in Europa? I documenti Europass consentono di presentare le proprie competenze e qualifiche in Europa. I CV e Passaporti delle Lingue Europass sono accessibili a tutti i cittadini europei. La loro utilità? Aiutare a costruire un CV internazionale, valutare il proprio livello di lingue. Le autorità competenti nel campo dell'insegnamento e della formazione rilasciano altri tre documenti. Consentono di attestare conoscenze e competenze acquisite durante uno stage, una formazione professionale o universitaria in Europa. Il ricorso a Europass può servire inoltre a rassicurare un datore di lavoro potenziale.

Convalidare il proprio livello di lingua straniera

Da quando hai trascorso due anni in Messico, lo spagnolo non ha più segreti per te. Vuoi poter dare la prova del tuo livello reale in una lingua straniera? Esistono numerosi test di lingue internazionali (IELTS, TOEIC, BULATS, ELYTE…) che consentono di valutare la tua attitudine a utilizzare una lingua in un contesto professionale. Dimentica le indicazioni vaghe di tipo «spagnolo corrente» e punta alla precisione!

Per saperne di più sul modo di valorizzare il tuo espatrio:

Scopri i cinque documenti Europass.

Data di pubblicazione: 3 Apr 2013

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